Agricoltura, Natura, Ambiente

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sabato 17 novembre 2012

Quote Latte: politica in mutande e gli allevatori?

Sono passati alcuni mesi dal servizio di Report e come risposta agli allevatori è giunta la notizia che il TAR ha respinto ( dopo averli invece accettati qualche hanno fa) i ricorsi presentati dagli allevatori riguardo le quote latte e la produzione relativa ai primi anni 90.Magicamente in Italia succedono queste cose, cambiano i governi e cambiano le decisioni dei Tar, cambiano i governi e peggiorano le situazioni, cambiano le persone...anzi no le persone non cambiano mai e sono sempre li, magari con una carica diversa ma ci sono, 

anche chi ha creato dei danni irreparabili...


Ecco cos'era successo a Maggio:
Una politica che ha mutuato la trasparenza con la torbidezza, che ha lasciato (o lanciato?) funzionari statali di alto rango (se non per l'etica per gli stipendi percepiti) ad operare come malviventi, e che vede gli stessi Carabinieri in forze al Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali come una presenza ora fastidiosa e ingombrante, per quel loro inguaribile "vizio" di investigare, di cercare e persino di trovare i responsabili dell'illecito.
Una delle scene di "Porca vacca" in onda su Report (Rai 3) domani seraE ora? E ora che tutto è più chiaro, grazie anche all'attenzione che una parte della stampa italiana ha dedicato alla vicenda, in primo luogo il quotidiano economico Italia Oggi, ora ben si capisce che lo Stato Italiano, attraverso decisioni scellerate di suoi "insigni" rappresentanti ha letteralmente truffato l'Ue per accaparrarsi "il castello dei cinque anni di anticipo delle quote che abbiamo avuto tutte in una botta", come si evince dalle annotazioni di polizia giudiziaria depositate agli atti del processo sulle quote latte fissato presso il Tribunale di Roma per il 12 ottobre prossimo.
Parte dei contenuti della conversazione tra Giuseppe Ambrosio - ex capo di gabinetto dei ministri Zaia e Galan e per decenni ai vertici della struttura ministeriale - e il tenente colonnello Marco Paolo Mantile - ex vice comandante del Comando Carabinieri politiche agricole e alimentari - sono state rivelate lo scorso 24 aprile proprio da Italia Oggi (articolo "Le quote latte sono un bluff" di Luigi Chiarello) e rintracciabili online cliccando qui e rendono bene l'idea della contrapposizione tra logiche della legalità e logiche di una politica che all'illecito è avvezza con grande naturalità e sfrontatezza. Un illecito da lei stessa operato e difeso con argomenti quali l'inopportunità, e la sconvenienza che la verità venga ora a galla. In primo luogo per evitare - dice Ambrosio a Mantile nella conversazione ora agli atti del processo - di dover "restituire i 5 anni di quote che ci hanno dato, la 33 fare finta di niente e quindi togliere le quote".
Un processo che come nelle più sporche trame di Stato sarebbe ora a rischio, dopo che il pm Attilio Pisani ne ha richiesto l'archiviazione, ma che potrebbe anche tenersi regolarmente a seguito dell'opposizione del "popolo degli allevatori" (una trentina, aderenti ai Cospa di varie province del nord Italia). Un'ulteriore prospettiva è quella dello slittamento al 2013 nel caso in cui si rendessero necessari supplementi d'indagine.
In ogni caso, il prossimo inverno potrebbe portare qualche risposta in più alle infinite domande attorno a quel sistema torbido che di certo ancora nasconde qualcosa. Perché mai quegli "errori" di calcolo, commessi da esperti funzionari per anni? Perché Agea (Ente per le Erogazioni in Agricoltura) ha considerato produttive 300mila vacche di 80 anni inserite nel sistema informativo agricolo nazionale? Per favorire chi?
Ecco perché ora risuonano forti all'orecchio le considerazioni che il ministro Catania si era profuso ad affidare settimane fa proprio a Italia Oggi: «Non può essere vero», aveva affermato il numero uno del dicastero agricolo, perché «coinvolgerebbe migliaia di aziende, centinaia di caseifici, un milione di tonnellate di latte importato in nero. Ce ne saremmo accorti. Certo, di errori amministrativi ce ne saranno a decine» e «diverso è invece l'atteggiamento fraudolento. Prima di sostenere simili accuse gli investigatori devono provarle con riscontri sul campo, altrimenti si svergogna l'intero sistema delle Dop».
Ancora trenta ore per capire di più sin dove arrivi il marcio di questa storia. Il mondo degli allevatori attende giustizia. I consumatori e i cittadini tutti - tutti vittime di queste vicende - capiranno forse in futuro.



Per ora risposte certe... nessuna,  chi dovrà pagare alla fine sono gli allevatori che sono stati messi l'uno contro l'altro,  presi in giro come l'Europa, visti come truffatori dall'opinione pubblica, messi in ginocchio da Equitalia che sta già riscuotendo le famose quote. 

Molti degli allevatori hanno chiuso l'attività,  c'è chi si è tolto la vita,  che chi non c'è più e non può difendere il lavoro e i sacrifici fatti,  c'è chi ha sempre creduto nell'agricoltura e nel valore che ha per il territorio, per la qualità dei prodotti che si producono e non molla, ma per quanto? Se andremo avanti così tutti gli allevamenti pagheranno per aver lavorato onestamente e col sudore della fronte, pagheranno per le colpe di persone che guadagnano in un anno quello che un allevatore guadagna lavorando 24 su 24 senza weekend, ferie, natali e pasque, in una vita o forse nemmeno!

Non bisogna mollare! bisogna continuare a lottare per i nostri diritti, per i diritti dei cittadini presi in giro, per difendere i nostri prodotti, la nostra stupenda Italia, il nostro lavoro.

lunedì 14 novembre 2011

UN FIUME DI DANNI...

Queste immagini sono relative all'Alluvine in Basilicata  Marzo 2011


 

da Agricoltura notizie. com del 9.11.2011
Sono arrivati da Confagricoltura Piemonte i primi dati sui gravi danni delle alluvioni avvenute gli scorsi giorni in varie regioni del nord Italia. Le esondazioni del Tanaro, del Po e dei loro affluenti stanno infatti danneggiando pesantemente i terreni agricoli, i canali irrigui, le prese d'acqua, le strade interpoderali, i seminativi e gli orti di numerose zone del Piemonte, soprattutto nel Canavese, nel Chivassese, nell'Astigiano ai confini con Alessandria, nel Vercellese, nell'alveo del fiume Orco, nelle valli Pellice e Chisone nel Pinerolese, nella zona di Ovada e Novi Ligure e lungo la Fondovalle vicino a Farigliano (Cuneo).
Ercole Zuccaro, direttore Confagricoltura Torino, racconta avvilito che "l'alluvione ha causato gravi danni anche per l'allagamento degli orti, che avevano ancora in produzione coltivazioni a pieno campo come cavoli, cavolfiori, insalate, cardi, sedani, spinaci, porri, rape, cicorie. Sono stati danneggiati anche i seminativi di orzo e grano, che dovranno essere in gran parte riseminati, tempo permettendo. Per non parlare dei vigneti e dei frutteti colpiti da frane e smottamenti".
Confagricoltura Piemonte aveva denunciato già la scorsa primavera la situazione di degrado dei fiumi piemontesi, evidenziando tutte le situazioni a rischio, ma il suo appello è rimasto inascoltato, e ora viene ricordato dopo che enormi danni sono stati irrimediabilmente provocati dal maltempo. "Rivolgiamo di nuovo un appello alle istituzioni - aggiunge Vittorio Viora, presidente Confagricoltura Torino - affinché venga varato un piano urgente per la manutenzione degli alvei dei fiumi e per la messa in sicurezza delle attività agricole e dei centri abitati. Solo la cura costante e puntuale del territorio potrà evitare tragedie e danni impossibili da rimediare a posteriori. Per quanto ci riguarda, siamo pronti a dare piena collaborazione".
Passando alla Liguria, la situazione è ancora peggiore. Nel genovese sono ancora isolate decine di aziende zootecniche, mentre in zona La Spezia sono numerosi gli oliveti e i vigneti distrutti o gravemente danneggiati. In Val di Vara l'intero tessuto agricolo è stato spazzato completamente via. Qui le prime stime parlano anche di cifre: Confagricoltura ha annunciato danni per 25 milioni di euro per il solo settore agricolo. La colpa dei disastri, a detta del comunicato dell'associazione, "è l'abbandono del territorio, una tendenza già evidenziata dai dati parziali del 6° Censimento generale dell'agricoltura, che parla di 5500 aziende agricole chiuse nella sola provincia di La Spezia dal 2000 al 2010, per un calo del -67% che equivale a tremila ettari di terreno abbandonati". Per evitare che tali situazioni si ripetano, conclude il comunicato, "occorre che agli agricoltori venga riconosciuto il ruolo di custodi del territorio, aiutando il loro ritorno alla terra attraverso politiche di agevolazione".
Oggi il presidente della Regione Liguria Claudio Burlando incontrerà a Roma il sottosegretario alla presidenza del consiglio Gianni Letta, il ministro delle infrastrutture Altero Matteoli e il capo della protezione civile Franco Gabrielli per fare il punto della situazione. "La Regione sta preparando un primo stanziamento di 33 milioni di euro, di cui 30 dall'Ue e 3 dai fondi regionali, per cominciare ad aiutare le imprese colpite - annuncia Burlando - ma abbiamo intenzione di chiedere al governo una cifra tra 500 milioni e un miliardo di euro".


Forse prevenire è meglio  che curare, anche perchè certe ferite non si possono rimarginare!

Novembre 2010 alluvione in Veneto

martedì 8 novembre 2011

Alluvione 2011

GENOVA - Ha smesso di piovere su Genova, dopo i nuovi nubifragi dell'alba. Sul capoluogo ligure sta spuntando un pallido sole, ma resta fino alle 18 di stasera l'allerta 2, il massimo grado.
Sono infatti previste nuove piogge a partire dalla tarda mattinata. Il nubifragio ha provocato una frana nel torrente Fereggiano, lo stesso che venerdì scorso è esondato provocando la morte di sei persone. I vigili del fuoco stanno cercando di rimuoverla. Diverse le segnalazioni di strade e scantinati allagati. È poi tornata normale la situazione alle stazioni ferroviarie di Brignole e Sturla, dopo il divieto ai passeggeri di scendere. Interrotta per oltre un'ora l'autostrada tra Genova Nervi e Genova Est, sulla A12 in direzione del capoluogo ligure. Code vengono segnalate su tutta la rete genovese da Autostrade per l'Italia, che invita a non mettersi in viaggio verso il capoluogo ligure. I funerali di due delle sei vittime dell'alluvione di venerdì scorso, Serena Costa e Evelina Pietranera, sono stati rinviati a domani mattina. Nel pomeriggio, invece, è prevista la relazione al Consiglio comunale del sindaco Marta Vincenzi.

Un'ordinanza del prefetto di Genova Francesco Musolino, firmata pochi minuti fa, vieta a chi viaggia in treno di scendere alle stazioni di Genova Brignole e di Sturla. Lo riferisce un portavoce di Ferrovie dello Stato, precisando che il provvedimento è stato preso per motivi di sicurezza, a causa dei nuovi nubifragi che si stanno abbattendo su Genova, provocando diversi allagamenti. Ferrovie dello Stato precisa che al momento tutte le linee restano aperte.

Una frana ha invaso in parte il torrente Fereggiano, lo stesso che scorre tra le strade di Genova e che venerdì scorso è esondato provocando la morte di sei persone. Sul posto ci sono diverse squadre dei Vigili del fuoco. La frana si è verificata in un punto poco più in alto di quello dove venerdì scorso il fiume ha rotto gli argini e i Vigili del fuoco sono al lavoro per evitare che la massa di terra possa formare un tappo e far esondare di nuovo il fiume. In città intanto ci sono decine di strade allagate e i Vigili del fuoco hanno già compiuto diversi interventi per aiutare i cittadini che erano rimasti bloccati all'interno delle auto in panne.

Rinviati a domani, a causa della pioggia violenta che da questa notte cade su Genova,
i funerali di due delle sei vittime dell'alluvione di venerdì scorso, Serena Costa ed Evelina Pietranera, nella chiesa di Nostra Signora della Guardia, a Quezzi. Le cerimonie funebri, tempo permettendo, si terranno alla stessa ora, alle 10 per Serena Costa e alle 12 per Evelina Pietranera.

Unità cinofile dei Carabinieri e dei Vigili del fuoco sono utilizzate da stamani, nei pressi di Matera, per individuare i corpi di Carlo Masiello, di 87 anni, e della figlia, Rosa, di 44, di Altamura (Bari), travolti domenica pomeriggio dalle acque di un torrente in piena, mentre erano su un'automobile, che è stata trovata alcune ore dopo l'allarme vuota. Le forze impegnate nella ricerca, inoltre, hanno deciso di riprendere i controlli dal punto in cui la vettura è stata trascinata via dalla corrente. Ieri le ricerche hanno riguardato un tratto del torrente a valle del luogo dove l'automobile è stata ritrovata.

Sono state riaperte le scuole a Torino e nei Comuni del Piemonte chiuse ieri in via precauzionale a causa dell'ondata di maltempo che - secondo le rilevazioni dell'Arpa - è in progressivo allontanamento. La situazione è praticamente tornata alla normalità a Torino, dove le acque del Po sono scese in maniera significativa nelle ultime ore e le piogge, previste fino a domani - rileva il Comune - non dovrebbero più destare particolare preoccupazione. In città, i Murazzi, che erano stati allagati dal Po, sono chiusi alla circolazione sia pedonale sia automobilistica e il ponte Carpanini non è utilizzabile perchè sollevato idraulicamente. Anche la zona a traffico limitato nel centro della città è stata riattivata. Sospeso in tutta la regione, durante il giorno, lo sciopero dei benzinai, che è stato proclamato a livello nazionale e che in Piemonte sarà attuato solo nelle ore notturne.

La Procura della Repubblica di Livorno ha aperto un fascicolo sull'alluvione che si è verificata a Campo nell'Elba. Il fascicolo è stato aperto senza però indicare ipotesi di reato. A causa dell'ondata di maltempo che ha colpito l'isola d'Elba ha perso la vita una donna di 81 anni e sono rimaste ferite 5 persone.

A causa dei forti temporali che si sono abbattuti su Napoli nella notte tra sabato e domenica scorsi, ieri notte circa 130 persone - tra cui bambini, donne e anziani - residenti al civico uno di via e vico Santa Maria della Fede, sono state costrette a lasciare le proprie abitazioni ritenute dai tecnici a rischio crollo. Sul posto, secondo quanto riferisce Enrico Cella, consigliere della IV Municialità (San Lorenzo, Vicaria, Poggioreale), sono intervenuti i carabinieri della vicina stazione di Ponte di Casanova e stamani, in via precauzionale, sono state anche interrotte le erogazioni di acqua e gas. Parte delle trenta famiglie hanno trovato alloggio in due scuola-bus fatti giungere dal Comune di Napoli in piazza Santa Maria della Fede mentre la parte restate degli sfollati ha trovato sistemazione a casa di amici e parenti. «Il dramma di queste trenta famiglie - dice Cella - è iniziato nella notte tra sabato e domenica, quando le piogge incessanti hanno ulteriormente danneggiato l'obsoleto impianto fognario che già aveva creato notevoli problemi ai residenti». In una nota fatta giungere all'assessore per la gestione dell'emergenze del Comune di Napoli, Anna Donati, e al presidente della IV Municipalità, Enrico Cella chiede «di conoscere quali iniziative si intendono intraprendere a proposito della messa in sicurezza dei luoghi; quali interventi verranno effettuati sul sistema fognario e, per gli sfollati, una adeguata sistemazione in attesa del rientro nelle loro abitazioni».

La Sala Operativa Unificata della Protezione Civile regionale ha esteso fino alle ore 12 di domani
l'allerta meteo di livello moderato per forti piogge, vento e mareggiate relativamente a tutta l'area sud della Toscana (bacini del Cornia, Bruna e Albegna) e le isole dell'Arcipelago.
Martedì 08 Novembre 2011 - 09:53    Ultimo aggiornamento: 15:27

GENOVA - Ha smesso di piovere su Genova, dopo i nuovi nubifragi dell'alba. Sul capoluogo ligure sta spuntando un pallido sole, ma resta fino alle 18 di stasera l'allerta 2, il massimo grado.
Sono infatti previste nuove piogge a partire dalla tarda mattinata. Il nubifragio ha provocato una frana nel torrente Fereggiano, lo stesso che venerdì scorso è esondato provocando la morte di sei persone. I vigili del fuoco stanno cercando di rimuoverla. Diverse le segnalazioni di strade e scantinati allagati. È poi tornata normale la situazione alle stazioni ferroviarie di Brignole e Sturla, dopo il divieto ai passeggeri di scendere. Interrotta per oltre un'ora l'autostrada tra Genova Nervi e Genova Est, sulla A12 in direzione del capoluogo ligure. Code vengono segnalate su tutta la rete genovese da Autostrade per l'Italia, che invita a non mettersi in viaggio verso il capoluogo ligure. I funerali di due delle sei vittime dell'alluvione di venerdì scorso, Serena Costa e Evelina Pietranera, sono stati rinviati a domani mattina. Nel pomeriggio, invece, è prevista la relazione al Consiglio comunale del sindaco Marta Vincenzi.

Un'ordinanza del prefetto di Genova Francesco Musolino, firmata pochi minuti fa, vieta a chi viaggia in treno di scendere alle stazioni di Genova Brignole e di Sturla. Lo riferisce un portavoce di Ferrovie dello Stato, precisando che il provvedimento è stato preso per motivi di sicurezza, a causa dei nuovi nubifragi che si stanno abbattendo su Genova, provocando diversi allagamenti. Ferrovie dello Stato precisa che al momento tutte le linee restano aperte.

Una frana ha invaso in parte il torrente Fereggiano, lo stesso che scorre tra le strade di Genova e che venerdì scorso è esondato provocando la morte di sei persone. Sul posto ci sono diverse squadre dei Vigili del fuoco. La frana si è verificata in un punto poco più in alto di quello dove venerdì scorso il fiume ha rotto gli argini e i Vigili del fuoco sono al lavoro per evitare che la massa di terra possa formare un tappo e far esondare di nuovo il fiume. In città intanto ci sono decine di strade allagate e i Vigili del fuoco hanno già compiuto diversi interventi per aiutare i cittadini che erano rimasti bloccati all'interno delle auto in panne.

Rinviati a domani, a causa della pioggia violenta che da questa notte cade su Genova,
i funerali di due delle sei vittime dell'alluvione di venerdì scorso, Serena Costa ed Evelina Pietranera, nella chiesa di Nostra Signora della Guardia, a Quezzi. Le cerimonie funebri, tempo permettendo, si terranno alla stessa ora, alle 10 per Serena Costa e alle 12 per Evelina Pietranera.

Unità cinofile dei Carabinieri e dei Vigili del fuoco sono utilizzate da stamani, nei pressi di Matera, per individuare i corpi di Carlo Masiello, di 87 anni, e della figlia, Rosa, di 44, di Altamura (Bari), travolti domenica pomeriggio dalle acque di un torrente in piena, mentre erano su un'automobile, che è stata trovata alcune ore dopo l'allarme vuota. Le forze impegnate nella ricerca, inoltre, hanno deciso di riprendere i controlli dal punto in cui la vettura è stata trascinata via dalla corrente. Ieri le ricerche hanno riguardato un tratto del torrente a valle del luogo dove l'automobile è stata ritrovata.

Sono state riaperte le scuole a Torino e nei Comuni del Piemonte chiuse ieri in via precauzionale a causa dell'ondata di maltempo che - secondo le rilevazioni dell'Arpa - è in progressivo allontanamento. La situazione è praticamente tornata alla normalità a Torino, dove le acque del Po sono scese in maniera significativa nelle ultime ore e le piogge, previste fino a domani - rileva il Comune - non dovrebbero più destare particolare preoccupazione. In città, i Murazzi, che erano stati allagati dal Po, sono chiusi alla circolazione sia pedonale sia automobilistica e il ponte Carpanini non è utilizzabile perchè sollevato idraulicamente. Anche la zona a traffico limitato nel centro della città è stata riattivata. Sospeso in tutta la regione, durante il giorno, lo sciopero dei benzinai, che è stato proclamato a livello nazionale e che in Piemonte sarà attuato solo nelle ore notturne.

La Procura della Repubblica di Livorno ha aperto un fascicolo sull'alluvione che si è verificata a Campo nell'Elba. Il fascicolo è stato aperto senza però indicare ipotesi di reato. A causa dell'ondata di maltempo che ha colpito l'isola d'Elba ha perso la vita una donna di 81 anni e sono rimaste ferite 5 persone.

A causa dei forti temporali che si sono abbattuti su Napoli nella notte tra sabato e domenica scorsi, ieri notte circa 130 persone - tra cui bambini, donne e anziani - residenti al civico uno di via e vico Santa Maria della Fede, sono state costrette a lasciare le proprie abitazioni ritenute dai tecnici a rischio crollo. Sul posto, secondo quanto riferisce Enrico Cella, consigliere della IV Municialità (San Lorenzo, Vicaria, Poggioreale), sono intervenuti i carabinieri della vicina stazione di Ponte di Casanova e stamani, in via precauzionale, sono state anche interrotte le erogazioni di acqua e gas. Parte delle trenta famiglie hanno trovato alloggio in due scuola-bus fatti giungere dal Comune di Napoli in piazza Santa Maria della Fede mentre la parte restate degli sfollati ha trovato sistemazione a casa di amici e parenti. «Il dramma di queste trenta famiglie - dice Cella - è iniziato nella notte tra sabato e domenica, quando le piogge incessanti hanno ulteriormente danneggiato l'obsoleto impianto fognario che già aveva creato notevoli problemi ai residenti». In una nota fatta giungere all'assessore per la gestione dell'emergenze del Comune di Napoli, Anna Donati, e al presidente della IV Municipalità, Enrico Cella chiede «di conoscere quali iniziative si intendono intraprendere a proposito della messa in sicurezza dei luoghi; quali interventi verranno effettuati sul sistema fognario e, per gli sfollati, una adeguata sistemazione in attesa del rientro nelle loro abitazioni».

La Sala Operativa Unificata della Protezione Civile regionale ha esteso fino alle ore 12 di domani
l'allerta meteo di livello moderato per forti piogge, vento e mareggiate relativamente a tutta l'area sud della Toscana (bacini del Cornia, Bruna e Albegna) e le isole dell'Arcipelago.
Martedì 08 Novembre 2011 - 09:53    Ultimo aggiornamento: 15:27


Genova Martedì 8 Novembre ultime news da Genova.

Continua l'Allerta in Piemonte e Liguria: dai un'occhiata al meteo giorno per giorno


GENOVA - Ha smesso di piovere su Genova, dopo i nuovi nubifragi dell'alba. Sul capoluogo ligure sta spuntando un pallido sole, ma resta fino alle 18 di stasera l'allerta 2, il massimo grado.
Sono infatti previste nuove piogge a partire dalla tarda mattinata. Il nubifragio ha provocato una frana nel torrente Fereggiano, lo stesso che venerdì scorso è esondato provocando la morte di sei persone. I vigili del fuoco stanno cercando di rimuoverla. Diverse le segnalazioni di strade e scantinati allagati. È poi tornata normale la situazione alle stazioni ferroviarie di Brignole e Sturla, dopo il divieto ai passeggeri di scendere. Interrotta per oltre un'ora l'autostrada tra Genova Nervi e Genova Est, sulla A12 in direzione del capoluogo ligure. Code vengono segnalate su tutta la rete genovese da Autostrade per l'Italia, che invita a non mettersi in viaggio verso il capoluogo ligure. I funerali di due delle sei vittime dell'alluvione di venerdì scorso, Serena Costa e Evelina Pietranera, sono stati rinviati a domani mattina. Nel pomeriggio, invece, è prevista la relazione al Consiglio comunale del sindaco Marta Vincenzi.

Un'ordinanza del prefetto di Genova Francesco Musolino, firmata pochi minuti fa, vieta a chi viaggia in treno di scendere alle stazioni di Genova Brignole e di Sturla. Lo riferisce un portavoce di Ferrovie dello Stato, precisando che il provvedimento è stato preso per motivi di sicurezza, a causa dei nuovi nubifragi che si stanno abbattendo su Genova, provocando diversi allagamenti. Ferrovie dello Stato precisa che al momento tutte le linee restano aperte.

Una frana ha invaso in parte il torrente Fereggiano, lo stesso che scorre tra le strade di Genova e che venerdì scorso è esondato provocando la morte di sei persone. Sul posto ci sono diverse squadre dei Vigili del fuoco. La frana si è verificata in un punto poco più in alto di quello dove venerdì scorso il fiume ha rotto gli argini e i Vigili del fuoco sono al lavoro per evitare che la massa di terra possa formare un tappo e far esondare di nuovo il fiume. In città intanto ci sono decine di strade allagate e i Vigili del fuoco hanno già compiuto diversi interventi per aiutare i cittadini che erano rimasti bloccati all'interno delle auto in panne.

Rinviati a domani, a causa della pioggia violenta che da questa notte cade su Genova,
i funerali di due delle sei vittime dell'alluvione di venerdì scorso, Serena Costa ed Evelina Pietranera, nella chiesa di Nostra Signora della Guardia, a Quezzi. Le cerimonie funebri, tempo permettendo, si terranno alla stessa ora, alle 10 per Serena Costa e alle 12 per Evelina Pietranera.

Unità cinofile dei Carabinieri e dei Vigili del fuoco sono utilizzate da stamani, nei pressi di Matera, per individuare i corpi di Carlo Masiello, di 87 anni, e della figlia, Rosa, di 44, di Altamura (Bari), travolti domenica pomeriggio dalle acque di un torrente in piena, mentre erano su un'automobile, che è stata trovata alcune ore dopo l'allarme vuota. Le forze impegnate nella ricerca, inoltre, hanno deciso di riprendere i controlli dal punto in cui la vettura è stata trascinata via dalla corrente. Ieri le ricerche hanno riguardato un tratto del torrente a valle del luogo dove l'automobile è stata ritrovata.

Sono state riaperte le scuole a Torino e nei Comuni del Piemonte chiuse ieri in via precauzionale a causa dell'ondata di maltempo che - secondo le rilevazioni dell'Arpa - è in progressivo allontanamento. La situazione è praticamente tornata alla normalità a Torino, dove le acque del Po sono scese in maniera significativa nelle ultime ore e le piogge, previste fino a domani - rileva il Comune - non dovrebbero più destare particolare preoccupazione. In città, i Murazzi, che erano stati allagati dal Po, sono chiusi alla circolazione sia pedonale sia automobilistica e il ponte Carpanini non è utilizzabile perchè sollevato idraulicamente. Anche la zona a traffico limitato nel centro della città è stata riattivata. Sospeso in tutta la regione, durante il giorno, lo sciopero dei benzinai, che è stato proclamato a livello nazionale e che in Piemonte sarà attuato solo nelle ore notturne.

La Procura della Repubblica di Livorno ha aperto un fascicolo sull'alluvione che si è verificata a Campo nell'Elba. Il fascicolo è stato aperto senza però indicare ipotesi di reato. A causa dell'ondata di maltempo che ha colpito l'isola d'Elba ha perso la vita una donna di 81 anni e sono rimaste ferite 5 persone.

A causa dei forti temporali che si sono abbattuti su Napoli nella notte tra sabato e domenica scorsi, ieri notte circa 130 persone - tra cui bambini, donne e anziani - residenti al civico uno di via e vico Santa Maria della Fede, sono state costrette a lasciare le proprie abitazioni ritenute dai tecnici a rischio crollo. Sul posto, secondo quanto riferisce Enrico Cella, consigliere della IV Municialità (San Lorenzo, Vicaria, Poggioreale), sono intervenuti i carabinieri della vicina stazione di Ponte di Casanova e stamani, in via precauzionale, sono state anche interrotte le erogazioni di acqua e gas. Parte delle trenta famiglie hanno trovato alloggio in due scuola-bus fatti giungere dal Comune di Napoli in piazza Santa Maria della Fede mentre la parte restate degli sfollati ha trovato sistemazione a casa di amici e parenti. «Il dramma di queste trenta famiglie - dice Cella - è iniziato nella notte tra sabato e domenica, quando le piogge incessanti hanno ulteriormente danneggiato l'obsoleto impianto fognario che già aveva creato notevoli problemi ai residenti». In una nota fatta giungere all'assessore per la gestione dell'emergenze del Comune di Napoli, Anna Donati, e al presidente della IV Municipalità, Enrico Cella chiede «di conoscere quali iniziative si intendono intraprendere a proposito della messa in sicurezza dei luoghi; quali interventi verranno effettuati sul sistema fognario e, per gli sfollati, una adeguata sistemazione in attesa del rientro nelle loro abitazioni».

La Sala Operativa Unificata della Protezione Civile regionale ha esteso fino alle ore 12 di domani
l'allerta meteo di livello moderato per forti piogge, vento e mareggiate relativamente a tutta l'area sud della Toscana (bacini del Cornia, Bruna e Albegna) e le isole dell'Arcipelago.
Martedì 08 Novembre 2011 - 09:53    Ultimo aggiornamento: 15:27

giovedì 6 ottobre 2011

Ambiente Italia: BuyGreen

ANSA) - ROMA, 6 OTT - Si e' aperto oggi alla fiera di Cremona Compraverde-Buygreen, il forum internazionale degli acquisti verdi, che ha l'obiettivo di far incontrare la Pubblica amministrazione che sceglie di acquistare verde e le imprese che producono beni e servizi sostenibili.

CompraVerde-BuyGreen, con ingresso gratuito, propone oggi e domani un programma articolato in convegni, seminari per operatori, dibattiti, laboratori e un' area espositiva che riunisce le esperienze piu' innovative. Numerose le iniziative, prima tra tutte "Green Contact", la borsa degli acquisti verdi per favorire l'acquisto e la vendita di beni e servizi eco-sostenibili: sono in programma 600 incontri tra enti pubblici, imprese, agenzie di servizi e organizzazioni no- profit. Per riconoscere agli enti pubblici l'impegno nella promozione degli acquisti verdi sara' assegnato il Premio "CompraVerde", nelle categorie miglior bando verde e migliore politica di Gpp realizzata. Per valorizzare le piccole, medie e grandi imprese che hanno adottato un sistema di qualificazione ambientale e sociale dei fornitori, invece, il riconoscimento "Vendor Rating Sostenibile". CompraVerde-BuyGreen e' il primo Forum italiano ad avere ottenuto la certificazione per la gestione sostenibile da BSI-British Standards Institution, l'organismo inglese che certifichera' le Olimpiadi di Londra del 2012. (ANSA).

CompraVerde-BuyGreen promuove la diffusione di una cultura degli Acquisti Verdi, proponendosi come luogo di scambio di comportamenti virtuosi per gli enti pubblici, e per tutti gli attori del mondo economico e produttivo favorendo in tal modo la produzione e la commercializzazione di prodotti verdi.

www.acquistiverdi.it/



mercoledì 5 ottobre 2011

Quote Latte: Marzo 2011

da "Il Fatto Quotidiano" 31.03.2011

MUCCHE FANTASMA PER LATTE REALE
Per giustificare la produzione annua comunicata alla Ue si truccano i dati: così le vacche "vivono" 83 anni invece degli otto medi normali. I Carabinieri del Nac individuano una gigantesca truffa e indicano i principali protagonisti: un ente governativo e un'agenzia ministeriale.
Il problema per il neoministro all’Agricoltura Saverio Romano sono le vacche. Ottuagenarie e fantasma. Sì, perché in Italia ci sono 300 mila mucche che producono latte ma non esistono o hanno fino a 83 anni d’età, quando la vita media è di otto. Lo hanno scoperto i Carabinieri del Nac (Comando politiche agricole e alimentari): capi inventati per giustificare la produzione di latte dichiarata dal Governo all’Unione Europea. Intorno a questa inesistente mandria gli uomini dell’Arma hanno ricostruito una girandola di favori, appalti e truffe per miliardi di euro legati alla gestione delle quote latte e ora al vaglio della procura di Roma.

I Carabinieri, in un rapporto consegnato a settembre, che Il Fatto Quotidiano ha potuto leggere, descrivono “un quadro di sorprendente e diffusa mancanza di rispetto e non ottemperanza alle normative di settore che attraverso condotte omissive e dolose” ha portato “all’alterazione di un intero settore dell’economia nazionale, con ripercussioni anche a livello Comunitario”. In pratica ogni anno nel nostro Paese finiscono sul mercato 12 milioni di quintali di latte di provenienza sconosciuta ma spacciato come prodotto da mucche tricolore.
Chi sarebbe riuscito nell’intento, truffando per anni in un colpo solo Stato, Ue, produttori e consumatori? Secondo le indagini i responsabili sono, principalmente, un ente governativo (Agea) e un’agenzia ministeriale (Izs di Teramo). Uomini dello Stato. Un ruolo chiave, riferiscono i Nac, lo svolge il capo gabinetto del ministero dell’Agricoltura. Una casella occupata da Giuseppe Ambrosio. Fino a mercoledì scorso. Quando Romano ha nominato un suo uomo di fiducia: Antonello Colosimo. Un 62enne napoletano, da trenta anni nei Palazzi,consigliere della Corte dei Conti ma più noto per essere stato uno dei beneficiari delle ristrutturazioni dono dell’imprenditore Diego Anemone. Colosimo non risulta indagato nell’inchiesta sulla cricca ma nelle carte ci sono paginate di intercettazioni che rivelano il suo interessamento per gli amici.

 Anche il suo predecessore è più volte finito sotto la lente degli investigatori. A partire dal 1998 è stato segnalato per reati contro la pubblica amministrazione, tra cui truffa per il conseguimento di erogazioni pubbliche. Molto vicino a Gianni Alemanno, che l’ha portato al ministero dell’Agricoltura, è finito nell’inchiesta sulla parentopoli romana del sindaco e ha una richiesta di rinvio a giudizio per reati che vanno dall’abuso d’ufficio alla concussione, per irregolarità in un concorso del 2005 per sei posti da dirigente al ministero delle Politiche agricole vinto, tra gli altri, da moglie e segretaria di Ambrosio. I Carabinieri, ricostruendo il suo curriculum, si stupiscono: “Non può essere sottaciuto quanto emerso dalla banca dati delle forze di Polizia” considerati “gli incarichi di assoluto rilievo e responsabilità” ricoperti. Del resto Agea gestisce il fiume di miliardi che dalla Ue arriva in Italia per sostenere l’agricoltura. E il capo gabinetto ha il compito di dettare la linea strategica del Sian, il sistema agricolo nazionale, braccio di Agea.

I Nac ricostruiscono il ruolo di ciascuna pedina. Partendo da una scoperta: le mucche fantasma. Agea e Izs di Teramo, istituto che gestisce l’anagrafe bovina e deve verificare la correttezza dei dati sui capi forniti dagli allevatori per il conferimento dei premi Pac (fondi europei), “si organizzano” nel “tentativo, riuscito, di addivenire a un numero di capi tale da poter giustificare il livello produttivo nazionale” dichiarato. Come? Alzando l’età massima dei bovini, portandola da 120 a 999 mesi. Fino cioè a 83 anni. Lo spostamento “consente di aumentare il numero di capi di circa 300 mila unità, pari a oltre il 20% dell’intera popolazione bovina a indirizzo lattifero”. I Carabinieri intercettano uno scambio di mail tra i due enti piuttosto eloquente. L’Agea scrive a Izs: “Vorremo togliere il limite superiore di età che attualmente è impostato a 120. Come preferisci procedere? Per farla molto semplice impostiamo il dato a 999?”. La risposta arriva pochi giorni dopo: “Non ci sono problemi”.

Ecco le mucche fantasma. Che però, producono latte. Perché il latte c’è. 110 milioni di quintali. Di cui “oltre il 10%” di provenienza sconosciuta. Ma spacciato per italiano. È latte in polvere? Da dove arriva? E come entra nel circuito nazionale? Secondo i Nac le vacche fantasma servirebbero proprio a questo: a coprire un mercato parallelo. Gli uomini dell’Arma oltre a prendere in considerazione la vita media effettiva di un bovino in lattazione decidono di verificare tutti i dati dell’anagrafe e scoprono che il numero reale è “circa la metà del numero dei capi indicati da Agea”. Per il 2008/2009, scrivono i Carabinieri, “ad Agea risultano 2.905.228 capi presenti, mentre il complessivo è pari a 1.668.156”. E concludono: “Una differenza talmente significativa che si tradurrebbe in una minore produttività di latte pari a 12 milioni di quintali”.

Un surplus fra l’altro dannoso da dichiarare perché comporta lo sforamento alla produzione concessa dalla Ue all’Italia e costringe il Governo a vedersi trattenere gli incentivi agricoli e a dover anticipare le sanzioni che poi vengono recuperate con le multe per le quote latte agli allevatori. Multe che ammontano complessivamente a 4 miliardi di euro. I Carabinieri nell’informativa ipotizzano “che alcuni soggetti – persone fisiche o giuridiche (produttore, associazione sindacale ovvero funzionari Agea) – abbiano potuto percepire indebitamente finanziamenti comunitari”. E citano una relazione del 2003: “Sono state verificate ed appurate condotte irregolari da parte di determinati soggetti della filiera – ben individuati e individuabili – tese a conseguire illegittimi vantaggi economici sia diretti, in termini di elusione delle sanzioni connesse all’esubero rispetto alle quote assegnate, sia indiretti, in termini di evasione fiscale connessa alla mancata fatturazione”
Relazione caduta nel vuoto. Ripescata grazie all’intervento di Luca Zaia quando, nel giugno 2009 da ministro dell’agricoltura, insedia una commissione per capire come mai l’Italia ogni anno si ritrova a dover pagare le multe per aver sforato la produzione di latte. E’ l’Agea che comunica i dati alla Ue. E per il 2009 le sanzioni non arrivano: perché non c’è nessuno sforamento. Ma gli uomini del Nac ormai sono al lavoro. E nel 2010 scoprono “una differenza produttiva media, rispetto a quella dichiarata, da mettere in discussione lo stesso splafonamento dello Stato”. Inviano l’informativa a 70 procure e 32 chiedono un supplemento di indagini. Consegnato lo scorso settembre ai magistrato. Con le 300 mila vacche che, seppur vecchie o fantasma, valgono miliardi. Della questione ora dovrà occuparsi Romano insieme al suo capo gabinetto, l’amico di Anemone, Colosimo.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/03/31/mucca-continua/101171/