Agricoltura, Natura, Ambiente

venerdì 17 aprile 2015

Maionese a metri 0

La nostra pianta di Limoni quest'anno è stata molto generosa tanto quanto le nostre galline allevate a terra che ci producono uova freschissime ogni giorno... quindi ho avuto un'idea... perché non imparare a fare la maionese per condire le mie insalatone? 
Detto fatto... e con l'aiuto del minipimer è stato semplicissimo! 


INGREDIENTI MAIONESE:

  • 200 g di olio di semi di arachidi o di mais freddo di frigo
  • 2 uova fresche 
  • 1 cucchiaino di aceto di vino bianco
  • succo di mezzo limone medio (15 g)
  • 1 pizzico di sale fino
Versate nel bicchiere alto e stretto del minipimer tutti gli ingredienti, azionate il minipimer tenendolo fermo sugli ingredienti fino a quando il composto inizia a montare ai lati. A questo punto azionate su e giu qualche volta il minipimer per renderla cremosa e soffice e a questo punto la maionese è prontissima. Sigillate il contenitore con della pellicola e ponete la maionese a riposare in frigo per almeno 1 ora prima dell’utilizzo.

martedì 30 dicembre 2014

Lo zoo nella fattoria #BuonAnno

Quanti animali ci sono nella nostra fattoria? Per la biodiversità presente sembra più che altro uno zoo! Ecco le ultime foto del 2014 dei nostri simpatici animali per augurarvi un lieto inizio 2015!

sabato 20 dicembre 2014

Happy Christmas Holiday

Per augurarvi Buone Feste ho selezionato le più belle cartoline d'auguri di colleghi allevatori...

Buon Natale e Felice Anno Nuovo! 

Dai un'occhiata al Tweet di @MicHelisaMicH: https://twitter.com/MicHelisaMicH/status/546244838740742144

lunedì 18 agosto 2014

I nostri conigli: il Fulvo di Borgogna

Tra i nostri conigli, allevati amatorialmente da generazioni, spicca il Fulvo di Borgogna, una razza adatta sia come animale da compagnia per la sua vivacità che da incrocio, nelle foto è presente un esemplare maschio disponibile da subito, abbiamo inoltre conigli giovani e svezzati anche in purezza, per qualsiasi informazione contattateci.

Di seguito alcune informazioni tecniche riguardo alla razza Fulvo di Borgogna
http://www.agraria.org/conigli/fulvaborgogna.htm

sabato 1 marzo 2014

Guardare ogni giorno se piove o c'e' il sole

La solita strada, bianca come il sale
il grano da crescere, i campi da arare.
Guardare ogni giorno
se piove o c'e' il sole,
per saper se domani
si vive o si muore
e un bel giorno dire basta e andare via. 
Andare via lontano
a cercare un altro mondo
dire addio al cortile,
andarsene sognando.
E poi mille strade grigie come il fumo
in un mondo di luci sentirsi nessuno.
Saltare cent'anni in un giorno solo,
dai carri dei campi
agli aerei nel cielo.
E non capirci niente e aver voglia di tornare da te.
Non saper fare niente in un mondo che sa tutto
e non avere un soldo nemmeno per tornare.
Ciao amore,
ciao amore, ciao amore ciao!

giovedì 27 febbraio 2014

giovedì 6 febbraio 2014

Le nostre pecore Alpagote

L'Alpagota (o Pagota) è una razza italiana originaria dell'Altopiano di Alpago in provincia di Belluno (Veneto). Probabili origini comuni alla pecora di Lamon, alla Vicentina e all'Istriana. La sua consistenza attuale è di qualche migliaio di capi. Una cinquantina di aziende, per un totale di 1.000 capi, sono iscritte al Registro Anagrafico. Un gruppo di produttori locali si è riunito in Presidio Slow Food e segue un rigido disciplinare di allevamento. L’allevamento tradizionale è di tipo semi-stanziale. Le pecore durante l’inverno vengono stabulate in ricoveri spesso recuperati da vecchie strutture zootecniche esistenti. All’inizio della primavera gli animali pascolano sulle superfici vicine agli ovili e, riuniti in gruppi più consistenti, salgono verso gli alpeggi di alta quota dove permangono per tutta l’estate. In autunno ritornano sui pascoli marginali di bassa quota e su quelli di proprietà aziendale utilizzati nella primavera precedente. Caratteristiche morfologiche e produttive Taglia: media. Testa: priva di corna in entrambi i sessi, proporzionata, con profilo lievemente montonino nelle femmine e montonino nei maschi; le macchie che coprono la testa sono più o meno estese e numerose, di colore bruno con varie sue tonalità e raramente nero. Le orecchie, pure maculate, sono generalmente di media lunghezza, frequentemente possono essere corte ed in minore misura lunghe o assenti. Collo: di media lunghezza ben attaccato al tronco e alla testa. Tronco: di media lunghezza e proporzionato all’altezza dell’animale. Torace poco profondo. Profilo dorso lombare diritto o leggermente insellato. Groppa mediamente sviluppata in lunghezza ed in larghezza e leggermente spiovente. Addome voluminoso. Coda lunga sino a sotto il garretto. Arti: solidi e leggeri, proporzionati e mediamente lunghi. Vello: bianco, aperto o semi aperto, copre tutto il tronco e la parte prossimale degli arti, si estende al collo, alla base del cranio, alla coda, a volte sulla fronte. La testa e la parte rimanente degli arti sono generalmente privi di lana. Pelle e pigmentazione: rosea ed elastica; lingua e palato di colore rosa o grigio, con o senza macchiettatura; testa ed arti, sono coperti da macchie più o meno estese e numerose, di colore bruno o di sue tonalità, generalmente più scure, più raramente le macchie possono essere anche di colore nero. Discreta produttrice di latte, ma soprattutto di carne eccellente, sapida e molto tenera. Il prodotto tipico è l'agnello macellato a 15-20 kg. La lana, che in passato era destinata sia alla filatura sia al confezionamento di materassi e tra punte, ora non viene più utilizzata (2,5-3,0 kg di lana all’anno per capo di discreta qualità). Altezza media al garrese: 67 cm Peso medio: - maschi 50 - 55 kg - femmine 40 - 45 kg

domenica 24 novembre 2013

Enogastronomia e Artigianato alla Festa del Radicchio

In questo weekend si sta svolgendo una Rassegna Enogastronomica con l'esposizione delle eccellenze del nostro territorio presso la Festa del Radicchio di Rio San Martino di Scorzè ( Venezia ). Durante la manifestazione sono stati celebrati gli Italiani ne mondo e ora si stanno svolgendo le premiazioni per i migliori piatti a base di radicchio creati dai futuri chef degli istituti alberghieri della zona. La Strada del Radicchio con i sui associati da voce ai produttori locali, tra gli stand sono presenti la Cantina del Terraglio, l' Azienda Agricola Bellia Claudio, la Pasticceria da  Renato e molti altri.  Non  manca tra gli stand l'artigianato delle nostre montagne con manufatture realizzate dalle radici di Bartolomeo Reghin di Cesiomaggiore, alle porte del parco delle Dolomiti.

lunedì 18 novembre 2013

Quote latte: la matematica non è un opinione

Non è questione di chi ha ragione e chi ha torto, di ideologia politica tanto meno, è una questione di principio, è una questione di dati certi, dati falsi, a danno dei cittadini,  di tutti i cittadini. Gli allevatori hanno già perso le aziende, la dignità, sono stati messi uno contro l'altro e hanno perso la stima e la fiducia da parte dei concittadini. Ma tutti ora dovremmo sentirci coinvolti, siamo stati truffati e presi in giro da un sistema falso e corrotto che ha fatto perdere denaro ma anche realtà e prodotti tipici del territorio. 

Se mai ci sarà una degna conclusione della vicenda quote latte auspico che sia data pubblicamente e a gran voce spiegazione di tutto, poi liberamente i cittadini potranno costruire un'opinione. 

(AGENPARL) - Roma, 15 nov - Il Tribunale Ordinario di Roma, Sezione dei Giudici per le Indagini Preliminari il 13 novembre 2013 ha emesso la seguente ordinanza di archiviazione a seguito di una precedente opposizione già presentata da tempo. Il G.I.P, dottoressa Proto Giulia, titolare del procedimento iscritto a carico di ignoti per il reato di cui all’art. 640 del c.p fatte le seguenti premesse: “letta la richiesta di archiviazione formulata dal P.M, letti gli atti di opposizione alla richiesta di archiviazione del procedimento, sentite le parti all’udienza camerale del 16 ottobre 2013, osserva quanto segue: “Affrontando preliminarmente il problema delle quote latte non revocate, con debita percezione dei contributi, da parte di terzi l’indagine ha evidenziato, che le quote latte da revocare per la mancata produzione di latte ovvero, per le produzioni inferiori al 70% della quota latte assegnata erano certamente superiori rispetto a quelle effettivamente revocate; tale omissione è certamente ascrivilbile ai funzionari AGEA, organo competente in materia, con conseguente danno ai produttori gratuitamente. Tuttavia così come era evidenziato nell’informativa 10.5.2011 del Comando dei Carabinieri delle Politiche Agricole e Alimentari, la situazione accertata determina una responsabilita’ dell’AGEA quanto meno per “colpa Grave”. Ebbene in mancanza di elementi che possano far evincere l’elemento psicologico del reato per cui si procede – ossia il dolo – non può dirsi integrata la truffa: la colpa grave, non consente di ritenere il fatto penalmente rilevante, pur essendo assai grave la condotta tenuta dai funzionari che, in ogni caso, deve essere fatta valere in altre sedi. Né appare allo stato possibile integrare le indagini anche al fine di verificare, chi ha percepito il contributo comunitario in quanto l’accertamento in ordine alle revoche non intervenute sulla scorta dei dati in possesso della Polizia Giudiziaria, riguarda campagne di anni per i quali è maturato il termine di prescrizione del reato (campagna 2003-2004).Peraltro, a seguito di delega di indagine da parte del PM, la P.G non era in grado di precisare a quale soggetto ascrivere le condotte, anche al fine di stabilire la competenza territoriale. Quanto alla non corretta qualificazione, delle quote latte, che ha cagionato ingenti danni sia ai produttori che allo Stato Italiano a causa della comminazione di sanzioni per aver “sforato”, la singola quota latte attribuita, si concorda con il P.M. nella parte argomentativa in ordine ad un mero errore di natura contabile per gli anni in cui ancora la questione non era all’attenzione dei media e prima che venissero comminate le sanzioni: non può infatti ipotizzarsi il reato di truffa in quanto a fronte del danno cagionato, mancherebbe l’ingiusto profitto in favore dei soggetti agenti – funzionari AGEA – che pertanto non avrebbero avuto interesse a falsificare il dato, con conseguente impossibilità di ravvisare l’elemento psicologico del reato ( da qui la deduzione del P.M. del mero errore di natura contabile). Tuttavia ciò che non convince è che merita approfondimento, è la condotta tenuta successivamente dai funzionari di AGEA che, per giustificare l’errore commesso ( e quindi evitare responsabilita’ contabili) hanno chiesto la modifica dell’algoritmo, ossi a dei criteri di calcolo del numero dei capi potenzialmente da latte. Sulla scorta delle S.I.T del dott. Di Sotto si evince che inizialmente l’algoritmo – che si basa sul lavoro della commissione Mariani- prese in considerazione come criteri per individuare gli animali potenzialmente in grado di produrre latte, l’elenco delle razze, il numero dei giorni di presenza dell’animale in stalla e l’età dell’animale che in una prima fase era quella impresa tra i 24 mesi e 10 anni di età. Successivamente, così come confermato dal dottor Luigi Possenti dell’ I.Z. venivano modificati i criteri per l’ottenimento dell’algoritmo e del limite massimo di età passiva da 120 mesi dell’animale a 999 mesi (ossia 82 anni di età)! Ciò avvenne per espressa richiesta dei funzionari di AGEA, con l’evidente fine di giustificare il dato in eccesso che aveva determinato le sanzioni: in particolare la volontà di modificare tale limite proviene dal dott. Cerquaglia che, nella mail inviata alla dott.ssa Di Gianvito ed Isocrono del 13.7.2007 indicata la necessità di innalzare il limite massimo dell’età dell’animale da 120 a 999 mesi ( all.91 all’info del 4.11.2010). A questa segue la mail del 23.7.2007 sempre inviata da Cerquaglia agli stessi interlocutori, in cui si dice espressamente che l’innalzamento del limite massimo a 999 mesi “ è esattamente quello che vorremmo “ (cfr. all. 92 info). In tal modo portando al limite massimo da 120 mesi a 999 mesi si ha una differenza in aumento di 300 mila capi: Scrivono i carabinieri delle Politiche Agricole e Alimentari che in considerazioni di semplici ed elementari nozioni riportate alla pagina 130 della Informativa già citata “si deduce come la vita media – per lattazione – di un capo bovino non possa andare oltre gli 8 anni, quindi non si spiega come possa essere stato elaborato ed imposto un algoritmo che prenda in considerazione un limite di età superiore ai 100 mesi”( cfr. cit. pag.130)”. E’ evidente che ciò determina significative differenze nel calcolo della produzione nazionale di latte sulla scorta di tali criteri rispetto ai criteri che tengano conto del reale potenziale di produttività di latte dell’animale. Tale dato non rispondente alla realtà, il cui inserimento è stato fortemente voluto dai funzionari di AGEA, che non potevano certo ignorare la sua inverosimiglianza, comporta calcoli non rispondenti al vero, calcoli che vengono inseriti in atti il cui contenuto deve pertanto ritenersi ideologicamente falso. Pertanto, se è vero che non può ipotizzarsi il reato di truffa non altrettanto può dirsi in ordine al reato di falso. Vero è che il G.I.P non può “ordinare” al P.M iscrizioni per reati diversi, tuttavia può “sollecitarlo” per nuove iscrizioni. P.Q.M Visti gli art. 408 e ss. Cpp . e 125 del D lgs. N. 271/1989; dispone l’archiviazione del procedimento in ordine al reato per cui vi è stata iscrizione (art. 640 c.p) con la restituzione degli atti al P.M, affinchè valuti in merito ad una eventuale nuova iscrizione a carico dei funzionari dell’AGEA, previa identificazione, per il reato cui all’art. 479 c.p.