Agricoltura, Natura, Ambiente

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giovedì 27 febbraio 2014

Il made in Italy fake

Alcuni dei grandi Brand storici italiani che non sono più in mano agli italiani...
La Coldiretti alla fiera di Verona li mette in vetrina.

domenica 23 ottobre 2011

Ricetta Anticrisi

Coldiretti Allo studio la collaborazione con un gruppo italiano della grande distribuzione

La ricetta anticrisi degli agricoltori «Lo Stato ci venda i suoi terreni»

«Dalla cessione di 338 mila ettari pubblici un incasso di 6 miliardi» Consumi Secondo un rapporto Coldiretti-Swg, il 49% degli italiani riesce a pagare appena le spese


CERNOBBIO - Le risorse per il decreto sviluppo? Gli agricoltori della Coldiretti hanno le idee chiare: che lo Stato venda i suoi terreni agricoli. Potrebbe ricavarne oltre sei miliardi di euro. La vista sul lago di Como accoglie i funzionari della Coldiretti e i rappresentanti politici in visita all' undicesima edizione del Forum internazionale dell' agricoltura e dell' alimentazione. A Villa d' Este, nella prima delle due giornate Coldiretti, si vedono arrivare il presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni, il vicesegretario del Pd Enrico Letta e il ministro dell' agricoltura Saverio Romano con il codazzo di guardie del corpo. Le domande sulle ultime accuse rivoltegli, sono inevitabili. «Patacche» dice, e si dirige verso il presidente dei coltivatori Sergio Marini. La giornata è dedicata all' agricoltura e così è sin dalla mattina, con la presentazione dei risultati dell' indagine «gli italiani e l' alimentazione». Il 49% dichiara di riuscire a pagare appena le spese senza permettersi ulteriori lussi. Mentre il 25% degli italiani ha aumentato nel 2011 la frequenza dei discount. «Ma la ricchezza degli italiani è ben più alta del debito pubblico - ci ha tenuto a sottolineare Marini - e non devono rinunciare alla qualità. Quello che serve veramente è una ridistribuzione del reddito e un maggiore clima di fiducia». E per ottenerla, questa fiducia, si è disposti anche ad un' alleanza col «nemico». Come la grande distribuzione, con cui la Coldiretti ha avviato una collaborazione per la realizzazione di un prodotto a marchio unico. «Il progetto è in fase avanzata - ha detto Marini - e coinvolge un gruppo italiano con cui valorizzeremo il vero made in Italy». Per ora nulla di più. Ma è stata la proposta di vendere i terreni dello Stato a catalizzare l' attenzione della giornata di ieri: l' associazione di coltivatori ha infatti stimato in 338 mila ettari i terreni agricoli gestiti da amministrazioni ed enti pubblici, per un valore di oltre 6 miliardi di euro. Terreni che, se venduti agli agricoltori, potrebbero sostenere le misure necessarie al decreto Sviluppo del governo sollecitato ieri anche dall' Unione europea. «La vendita - ha spiegato il presidente di Coldiretti - toglierebbe allo Stato il compito improprio di coltivare la terra, renderebbe disponibili risorse per lo sviluppo e avrebbe il vantaggio di calmierare il prezzo dei terreni, stimolare la crescita, l' occupazione e la redditività delle imprese agricole». L' idea è piaciuta sia al ministro Romano («È una proposta che raccolgo immediatamente e domani ne parlo con il presidente Berlusconi») che al ministro del welfare Maurizio Sacconi («È doveroso aprire un tavolo di verifica sui modi con cui questo patrimonio può essere messo a reddito in modo ancora più produttivo»). Irrinunciabile il dibattito sulla Pac, per far sì che la riforma della politica agricola comune non diventi penalizzante per l' Italia. «L' agricoltura - ha detto il presidente della Camera Gianfranco Fini con un messaggio inviato al Forum - costituisce un irrinunciabile caposaldo dell' economia del nostro Paese». «Ma solo puntando sulla qualità - ha aggiunto il Presidente del Senato, Renato Schifani - che si potrà superare la crisi dei consumi e mantenere il nostro Paese ai vertici mondiali».

Corinna De Cesare RIPRODUZIONE RISERVATA
De Cesare Corinna
Pagina 54
(22 ottobre 2011) - Corriere della Sera

domenica 16 ottobre 2011

i frutti dell'Autunno: le castagne


Castagne e Marroni Made in Italy: 
Tipiche del territorio toscano sono il marrone del Mugello Igp e la castagna del Monte Amiata Igp; altre due sono campane, la Castagna di Montella Igp e il marrone di Rocca Daspide; dall'Emilia Romagna viene il marrone di Castel del Rio Igp, mentre il marrone di san Zeno Dop e il marrone del Monfenera Igp sono veneti. Ancora del Piemonte sono la Castagna di Cuneo Dop e il Marrone della Val Susa, mentre la Castagna di Vallerano Dop e' laziale.


AGRICOLTURA: CIA, "AUTUNNO NERO" PER LE CASTAGNE ITALIANE

14:26 13 OTT 2011

(AGI) - Roma, 13 ott. - Ancora un "anno nero" per le castagne.
  A pochi giorni dall'inizio della raccolta 2011 e' gia' chiaro che non sara' una buona stagione per la "regina dell'autunno", che vedra' presumibilmente ridotta la sua produzione complessiva del 50 per cento. Un crollo che replica la performance gia' negative dell'anno scorso. Lo afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori in occasione dell'apertura della campagna 2010-2011.
  A minacciare la leadership europea di castagne e marroni "made in Italy" -afferma la Cia- sono gli effetti devastanti dell'insetto "killer", il cinipide galligeno che da anni danneggia gravemente i nostri boschi di castagni. E come se non bastasse in agosto e settembre ci si e' messa pure la siccita' senza precedenti. Un mix micidiale che portera' con tutta probabilita' al dimezzamento dei quantitativi prodotti, con punte del 70 e dell'80 per cento. La pianta che popola quasi 790 mila ettari di bosco in tutta Italia -spiega la Cia- e' infatti attaccata violentemente da un parassita capace di debilitare l'albero, mettendone a rischio lo sviluppo vegetativo e diminuendo la sua produzione fino al 50-60 per cento. Ma il peggio e' che gli effetti del minuscolo insetto distruttivo potrebbero continuare a incidere ancora per qualche anno sui raccolti, visto che i risultati della disinfestazione, che consiste nell'innesco di una lotta biologica con un insetto antagonista, saranno visibili solo tra qualche anno. A peggiorare la situazione -aggiunge la Cia- ha contribuito il clima "desertico" della lunga estate dei record, che ha segnato il 20% in meno di precipitazioni rispetto alla media e almeno 2 gradi in piu' sulla colonnina di mercurio. Se il caldo afoso di agosto e settembre ha giovato alla qualita' delle nocciole e di tutta la frutta secca in guscio, per le castagne, al contrario, e' stato il colpo di grazia, alzando di un 10% la percentuale di guasto rispetto al 2010.Si prevede, quindi, una stagione in "rosso" per un comparto d'eccellenza che conta 34.160 imprese e piu' di centomila lavoratori e che tra il 1999 e il 2007 ha fatto registrare una produzione pari a un valore medio di 46 ben milioni di euro. Moltissime le denominazioni d'origine, che si concentrano nelle regioni piu' vocate alla castanicoltura.
da AGI news On